La mano nera
Cortometraggio realizzato dalla classe seconda B a.s. 2025-2026 della scuola secondaria di primo grado “M. Baldo Ceolin” di Roncà, a conclusione del progetto “Ciak si gira a Roncà” a.s. 2025-2026.
La mano nera
Marco è un ragazzo plusdotato. Il suo talento non viene sempre compreso e suscita negli altri sentimenti contrastanti e pericolosi. L’incontro con Morgan, fratello di Teresa, metterà alla prova la sua resilienza e la sua capacità di rimettersi in gioco, in un tripudio di colori che inneggiano all’amicizia e alla Pace.
Il cinema ha un potere unico: in pochi minuti sa condensare universi interi, fotografare la complessità umana e farci riflettere. E i corti che vedremo stasera fanno esattamente questo, accendendo i riflettori su dinamiche che toccano da vicino ognuno di noi.
Le storie che scorreranno su questo schermo si intrecciano attorno a due grandi fili conduttori:
• il potenziale umano: spesso misuriamo il valore di una persona secondo standard rigidi. Stasera, invece, vedremo come il talento non sia unico, ma si esprima in forme diverse. Questi corti ci invitano a guardare oltre le apparenze e a chiederci: stiamo davvero valorizzando l'unicità di chi ci sta accanto?
• la relazione con l’altro.
Nessuno di noi è un'isola. La scoperta del proprio talento ci mette inevitabilmente in relazione con gli altri. E le relazioni sono fatte di luci e ombre.
Incontreremo sentimenti positivi che generano forza come l'amicizia, ma anche un sentimento tanto umano quanto scomodo e a volte distruttivo: l'invidia.
Il regista e il gruppo di lavoro hanno scelto lenti diverse per raccontare le complesse sfumature dell'animo umano: ci saranno momenti di forte disappunto, altri di profonda commozione, spunti di tenerezza e metafore visive straordinarie.
Vi invito a guardare queste opere non solo come spettatori, ma provando a cercare un pezzetto della vostra storia, delle vostre amicizie o delle vostre sfide personali nelle storie create dai nostri ragazzi perché questo è il potere del cinema… avvicinare le persone e farle sentire parte di uno stesso universo.
Prof.ssa Luisa Gromeneda
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